Podcast Arte
Trasmissione del 24/11/2245
Buon giorno a tutti gli ascoltatori di Radio Borealis, oggi inauguro un angolino in cui parlare di arte nella maniera più vasta ed articolata, iniziando con qualche informazione sull'arte e le correnti artistiche Nigeriane, giusto per parlare di un posto che tutti abbiamo visitato.
Qualche tempo fa la Borealis ha attraccato al Porto di Idah, una città della Nigeria, un luogo che abbiamo conosciuto bene in lungo e in largo sia per missioni varie che per il semplice scendere a terra e passare una serata o un pomeriggio nella cittadina.
Quello di cui tutti sono si sono accorti probabilmente - semplicemente camminando per il market di Idah - è della quantità di colori, di vita e vibrazioni positive che si mescolavano nella popolazione nigeriana. Come in tutti l'Africa in passato ed oggi, la Nigeria vanta una tradizione culturale antica, partendo dai popoli nomadi o semi-nomadi che si esprimevano attraverso tatuaggi e pitture o sculture di legno, sino ad arrivare ad oggi, rivelando un tessuto sociale ed artistico in continuo mutamento.
In Nigeria vi è una vitalità e un dinamismo che sconfina quasi in un senso di urgenza.Per un paese dalla lunga e consolidata tradizione artistica quale la Nigeria, questo nuovo senso di urgenza è particolarmente evidente. Soprattutto a seguito dell’espansione del discorso artistico nigeriano sulla scena internazionale. Come afferma Oliver Nissigugi, direttore del Goethe-Institut di Lagos, nell’intervista pubblicata su Another Africa, “negli ultimi 100 anni il discorso artistico ha assunto una portata sempre più internazionale, con la partecipazione di un crescente numero di artisti a un network globale di scambi, programmi di residenza e workshop internazionali”. Un trend che si riflette nell’opera e nel vissuto di artiste come Nkechi Ebubedike, Wura-Natasha Ogunji e Amarachi Okafor.
Ci sono molti artisti emergenti e anche già ben costruiti di cui si può parlare, e durante questo programma voglio parlare di alcuni di loro.
Un giovane artista emergente, poco conosciuto ma le cui opere si possono trovare anche nel bar Jenniris vicino al porto è Okola Guassori. Preferisce pitture di grande formato con colori trasparenti sovrapposti a strati e con l'inserzione di molteplici strati termografici, che creano ricche tinte di verde, giallo, marrone e rosso cangianti a seconda dell'avvicinamento dell'osservatore. I suoi quadri ritraggono soprattutto scene quotidiane, e spesso contengono commenti acidi sulla vita e la gente, caricati con una certa vena umoristica. Tutti i suoi esseri umani sono brutti, viziosi e privi di ogni qualità superficiale, il suo sarcasmo arriva talvolta alla caricatura.
Abbiamo poi Uli Ochoa che approfondisce la tradizione scultorea della Nigeria. Tra le sue opere più interessanti ci sono quelle in ceramica; Broken Pots, è una serie di terraglie che richiamano la tradizione di Ife e di Nok, metafora del decadimento e della degenerazione. Infatti le sue terrecotte sono spesso rotte o comunque mai complete, tanto da impedire un qualsiasi uso concreto o pratico. Richiamano la ritualità infranta del passato, la ricchezza della spiritualità e della tradizione. Ochoa crea anche dei pannelli in legno, lavorati con intagli e bruciature che derivano dall’estetica uli lamellati con colori però assolutamente non tradizionali ed inserti olografici che creano un labile contorno in continuo decadimento.
Ogunbiyi ricorre a una pratica multidimensionale che si manifesta spesso attraverso l’uso simultaneo di diversi mezzi espressivi nello spazio espositivo. Utilizzando disegno, opere tessili e collage olografico, l’artista esplora “i canali di comunicazione contemporanei e le modalità di interazione all’interno di spazi pubblici o virtuali”. Le “interazioni con particolari comunità” le consentono di rintracciare “abitudini umane, mutamenti e gesti ripetuti”, e la sua partecipazione attiva nelle installazioni è tipica delle sue performance.
Tra gli artisti con una ormai solida fama ci sono Ernest Doubaba e Miriam Llogglanda entrambi esponenti ed innovatori affermati del nuovo manierismo africano. Si sono immessi una decina di anni fa con violenza esplosiva nell'ambiente artistico africano, capovolgendo, mettendo in discussione se non distruggendo alcune solide realtà di questo secolo. Molto scalpore aveva fatto la loro "liason" artistica che li ha portati per qualche anno ad esporre opere complementari prima di prendere bruscamente due strade diverse con un deprecabile corollario persole.
Detto questo vi saluto e vi lascio di nuovo alla programmazione di Radio Borealis.